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Morelli, Alessandro. "DALLA PLURISOGGETTIVITA' ETEROGENEA AL CONCORSO DI PERSONE CON DIVERSI TITOLI DI REATO: FRA CONCEZIONE UNITARIA ED ESIGENZE DI PERSONALIZZAZIONE", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXXVI ciclo, a.a. 2022/23, Milano, [http://hdl.handle.net/10280/187232].

Title: DALLA PLURISOGGETTIVITA' ETEROGENEA AL CONCORSO DI PERSONE CON DIVERSI TITOLI DI REATO: FRA CONCEZIONE UNITARIA ED ESIGENZE DI PERSONALIZZAZIONE
Author: MORELLI, ALESSANDRO
Tutor: BERTOLINO, MARTA
Supervisor: NICOLUSSI, ANDREA
Language: ITA
Italian Abstract: La tesi si propone di mettere a fuoco alcuni “nodi gordiani” della disciplina della compartecipazione criminosa entro le coordinate dei principi di colpevolezza, proporzionalità e ragionevolezza sanzionatoria, al fine di dare una risposta dogmaticamente sostenibile al secolare quesito se la fattispecie concorsuale possa – a certe condizioni – essere ricostruita in chiave pluralistica. Il punto di partenza è dato dalla definizione moderna di tipicità penale, quale principio generale e vincolo ermeneutico che impone all’interprete di rintracciare in ogni fattispecie incriminatrice – in particolare quella plurisoggettiva – le componenti oggettive, normative e soggettive che contrassegnano gli elementi identificativi dell’illecito. È proprio attraverso le “lenti” della tipicità, del resto, che lo studio della compartecipazione criminosa si deve necessariamente confrontare per individuare (almeno) un modello di spiegazione teorica del meccanismo concorsuale. A tale proposito è stata condotta un’indagine storica che ha consentito di polarizzare, in astratto, due antitetiche soluzioni al problema della regolamentazione astratta del concorso criminoso, riconducibili ai concetti di “autorìa” e “complicità”. Dall’analisi sono emersi risultati particolarmente significativi, posto che i principali nodi problematici del concorso di persone rimangono sostanzialmente immutati sino a tempi recenti, in particolare in relazione all’esigenza di graduazione della risposta sanzionatoria. La ricerca si è poi concentrata sui “fallimenti” del sistema “pluralistico” del Codice Zanardelli, per poi approfondire pregi e difetti del modello “unitario” del Codice vigente. Senonché, ponendo a confronto i principali modelli di spiegazione dogmatica della clausola di incriminazione dell’art. 110 c.p. con alcune significative disposizioni della parte generale del Codice, il c.d. “dogma” dell’unicità del reato concorsuale sembra venire contraddetto da ipotesi normativamente previste che presuppongono una fattispecie concorsuale soggettivamente eterogenea. Del resto, anche la giurisprudenza più recente, affrontando taluni casi particolarmente problematici, come quello del c.d. human smuggling, del concorso in autoriciclaggio, o della problematica qualificazione giuridica del mandato a riscuotere minacciosamente o violentemente un credito, sembra insofferente verso la considerazione unitaria della fattispecie di concorso, aprendo la strada a una ricostruzione pluralistica e personalizzante. Una volta constatata l’opportunità di una ricostruzione pluralistica del concorso, nella parte finale del lavoro si è cercato di fornire una ricostruzione dogmatica convincente alla soluzione “differenziata” – che non contraddica de plano il dato normativo – ricorrendo ai principi generali in materia di concorso apparente di norme, declinati sulla teoria della fattispecie plurisoggettiva eventuale, a cominciare da possibili soluzioni interpretative differenziate che sembrano offrire gli artt. 116 e 117 c.p.
English Abstract: The thesis aims to focus on some "Gordian knots" of the discipline of criminal complicity within the coordinates of the principles of guilt, proportionality, and reasonableness of punishment, in order to provide a dogmatically sustainable answer to the age-old question of whether the concurrent offense can - under certain conditions - be reconstructed in a pluralistic key. The starting point is given by the modern definition of criminal typicity, as a general principle and hermeneutic constraint that requires the interpreter to trace in every incriminating fact - particularly the multi-subjective one - the objective, normative, and subjective components that mark the identifying elements of the offense. It is precisely through the "lenses" of typicity, moreover, that the study of criminal complicity must necessarily confront to identify a theoretical explanation model (at least one) of the mechanism. In this regard, a historical study was conducted that allowed to polarize, in abstract, two antithetical solutions to the problem of the abstract regulation of complicity in crime, traceable to the concepts of "authorship" and "complicity". The analysis yielded particularly significant results, since the main problematic nodes of the complicity in crime remain substantially unchanged until recent times, particularly in relation to the need for graduation of the punitive response. The research then focused on the "failures" of the "pluralistic" system of the Zanardelli Code, then to deepen the merits and defects of the "unitary" model of the current Criminal Code. However, comparing the main dogmatic explanation models of the incrimination clause of art. 110 c.p. with some significant provisions of the general part of the Code, the so-called "dogma" of the uniqueness of the concurrent crime seems to be contradicted by normatively foreseen hypotheses that presuppose a subjectively heterogeneous concurrent offenses. Moreover, even the most recent jurisprudence, addressing some particularly problematic cases, such as that of the so-called human smuggling, the complicity in self-laundering, or the problematic legal qualification of the mandate to threateningly or violently collect a credit, seems intolerant towards the unitary consideration of the complicity offense, opening the way to a pluralistic and personalizing reconstruction. Once the opportunity for a pluralistic reconstruction of the complicity in crime has been established, in the final part of the work an attempt was made to provide a convincing dogmatic reconstruction to the "differentiated" solution - which does not flatly contradict the normative data - using the general principles in the matter of apparent conversion of norms, declined on the theory of the possible multi-subjective offense, starting from possible differentiated interpretative solutions that seem to offer arts. 116 and 117 c.p.
Defense Date: 13-Jun-2024
URI: http://hdl.handle.net/10280/187232
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FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA

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