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Malacarne, Silvia. "AL DI LA' DELL'AIUTO. LA SFIDA DEL MUTUAL LEARNING NELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXXV ciclo, a.a. 2022/23, Milano, [http://hdl.handle.net/10280/177750].

Title: AL DI LA' DELL'AIUTO. LA SFIDA DEL MUTUAL LEARNING NELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO
Author: MALACARNE, SILVIA
Tutor: CASELLI, MARCO
BERTI, FABIO
Supervisor: CASELLI, MARCO
Language: ITA
Italian Abstract: La cooperazione internazionale allo sviluppo nasce nel Secondo Dopoguerra e subisce profonde trasformazioni nel corso dei decenni: se in una prima fase consisteva principalmente nel trasferimento di risorse finanziarie dai Paesi occidentali ai contesti meno avanzati con l’obiettivo di sostenerne la crescita economica e l’industrializzazione, dai primi anni Duemila assume nuovi connotati, divenendo – almeno in linea teorica – uno strumento privilegiato per promuovere lo sviluppo umano, integrale e sostenibile di ogni persona. L’aggiornamento dei suoi principi guida, l’inclusione di nuovi attori e l’introduzione di strategie di intervento innovative, favoriscono la transizione dall’efficacia degli aiuti (Aid-Effectiveness) all’efficacia dello sviluppo (Development Effectiveness) conducendo gradualmente all’affermazione del cosiddetto Post-Aid World, prospettiva secondo la quale i soggetti coinvolti nei processi di cooperazione debbano impegnarsi non più solo nel campo degli aiuti economici, ma incoraggiare forme di collaborazione partecipate attraverso la costituzione di partnership inclusive, promuovere processi di empowerment e rafforzamento delle capacità individuali, incentivare la costruzione di relazioni paritarie e meno gerarchiche superando la logica donatore-beneficiario di retaggio coloniale. Proprio nell’ambito della trasformazione di paradigma appena descritta si inserisce il presente studio dottorale, dedicato ad analizzare un concetto emergente nella letteratura sulla cooperazione internazionale allo sviluppo e, tuttavia, poco esplorato dagli studi sociologici: il mutual learning. La ricerca è stata realizzata in due fasi principali: in primo luogo, sono state somministrate 21 interviste semi-strutturate a testimoni privilegiati operanti in diversi settori della cooperazione (pubblico-governativo, privato profit, privato no-profit, accademico) con l’obiettivo di costruire una definizione teorico-empirica di mutual learning; in secondo luogo, è stata condotta un’analisi documentaria su tre tipologie di documenti (proposta progettuale, report descrittivo delle attività svolte, report di valutazione conclusiva) relative a quattro progetti di cooperazione, implementati da differenti Ong italiane (AMU, AVSI, COE, Progettomondo) in diversi Paesi del Sud globale (Argentina, Sud-Sudan, Camerun, Bolivia-Perù). Lo studio, dunque, intende presentare due ordini di risultati: (1) la definizione teorico-empirica di mutual learning con le sue tre componenti principali (elementi definitori, condizioni di possibilità, implicazioni) e gli indicatori del costrutto di mutual learning ricavati dalla definizione stessa, utili per poterne rintracciare la presenza nella realtà empirica; (2) gli aspetti innovativi emersi da una prima verifica di tali indicatori nella pratica della cooperazione, sulla base dei quali sono stati prodotti sia una definizione aggiornata del costrutto sia alcuni nuovi indicatori. Approfondire l’analisi del concetto di mutual learning da una prospettiva teorico-empirica può, innanzitutto, ampliare la riflessione sociologica sulla cooperazione, posta spesso in secondo piano rispetto a quella di tipo economico; in secondo luogo, incoraggia a tracciare in modo più chiaro i confini della Sociologia della cooperazione, disciplina ancora in fase di definizione; inoltre, può contribuire a scardinare la concezione tradizionale di retaggio coloniale che identifica la cooperazione come rapporto unilaterale tra donatori e beneficiari, promuovendo relazioni reciproche e paritarie tra Nord e Sud globale; infine, può supportare nello sforzo a colmare il gap tra teoria e pratica nella cooperazione, divenendo strumento utile agli operatori impegnati nelle fasi di progettazione, implementazione e valutazione delle iniziative, orientando peraltro tali pratiche verso approcci più inclusivi e paritari.
English Abstract: International development cooperation emerged in the post-World War II period and experienced significant transformations throughout the ensuing decades . If in a first phase it mainly consisted of the transfer of financial resources from Western countries to less advanced contexts with the aim of supporting their economic growth and industrialization, since the early 2000s it has taken on new connotations, becoming - at least in theory - a privileged tool for promoting the human, integral and sustainable development. The revision of its guiding principles, the incorporation of new actors/stakeholders, and the implementation of innovative intervention strategies foster the shift from “Aid-Effectiveness” to “Development Effectiveness”. This transition gradually propels the notion of a “Post-Aid World”, advocating for a departure from mere economic assistance towards fostering participatory collaboration through inclusive partnerships. It emphasizes empowering individuals, enhancing capacities, and fostering egalitarian relationships, thereby transcending the colonial-era donor-beneficiary paradigm. The present doctoral study fits precisely into the paradigm transformation just described and it is dedicated to analyzing an emerging concept in the literature on international development cooperation and, however, little explored by sociological studies: mutual learning. The research was carried out in two main stages: firstly, 21 semi-structured interviews were administered to key experts working in different sectors of cooperation (public-governmental, private for-profit, private nonprofit, academic) designed to construct a theoretical-empirical definition of mutual learning; secondly, a documentary analysis was conducted on three types of documents (project proposal, descriptive report of implemented activities, final evaluation report) related to four cooperation projects, realized by different Italian NGOs (AMU, AVSI, COE, Progettomondo) in various countries of the Global South (Argentina, South-Sudan, Cameroon, Bolivia-Peru). Therefore, the study intends to present two orders of results: (1) the theoretical-empirical definition of mutual learning with its three main components (defining elements, conditions of possibility, implications) and the indicators of the mutual learning construct derived from the definition, which are useful to trace its presence in the empirical reality; (2) the innovative aspects that emerged from an initial test of these indicators in the cooperation practice, on the basis of which both an updated definition of the construct and some new indicators were produced. First of all, deepening the analysis of mutual learning concept from a theoretical-empirical perspective can broaden sociological reflection on cooperation, often placed in the background compared to the economic one. In addition, it encourages drawing more clearly the boundaries of the Sociology of Cooperation, a discipline still being defined. Moreover, it can contribute to dismantling the traditional conception of colonial heritage that identifies cooperation as a unilateral relationship between donors and beneficiaries, promoting reciprocal and equal bonds between the global North and South. Finally, it can support the effort to bridge the gap between theory and practice in cooperation, proving to be a useful tool for practitioners engaged in the design, implementation and evaluation phases of development projects, also orienting such practices toward more inclusive and equal approaches.
Digital Object Identifier (DOI): 10.13136/ISR.V13I3.681
10.26350/000309_000169
Defense Date: 26-Mar-2024
URI: http://hdl.handle.net/10280/177750
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