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    <title>DSpace Collezione: FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10280/62</link>
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      <title>Motore di ricerca di Collezione</title>
      <description>Cerca nell'argomento</description>
      <name>Cerca</name>
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      <title>ARCHITETTURA E DECORAZIONE ARCHITETTONICA A HIERAPOLIS DI FRIGIA, IN CARIA E NELLA IONIA TRA ETA' AUGUSTEA E NERONIANA</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10280/1911</link>
      <description>Titolo: ARCHITETTURA E DECORAZIONE ARCHITETTONICA A HIERAPOLIS DI FRIGIA, IN CARIA E NELLA IONIA TRA ETA' AUGUSTEA E NERONIANA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: UNGARO, ROSANGELA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: CASCETTA, ANNAMARIA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Questa ricerca propone una sistematica analisi dell’architettura di età augustea e giulio-claudia in Asia Minore. Il lavoro ha tratto spunto dall’analisi della decorazione architettonica della Tomba Bella a Hierapolis di Frigia attribuita ad età giulio-claudia, un edificio funerario monumentale ubicato nella Necropoli Nord di Hierapolis. Lo studio di questo monumento ha suggerito la necessità di ampliare l’area di indagine alla città di Hierapolis e alle contigue regioni di Caria e Ionia per individuare lo sviluppo delle tradizioni architettoniche comuni.È stata realizzata una schedatura sistematica degli edifici di prima età imperiale riconosciuti in questi territori attraverso un data-base, che consentisse di archiviare e gestire tutte le informazioni raccolte. Questo ha permesso di proporre dapprima un inquadramento tipologico degli elementi architettonici, con l’individuazione di specifici tipi di cui è stata riconosciuta la genesi e la distribuzione, e successivamente un esame contestuale solo per quei monumenti di cui fossero noti contesti e materiali architettonici.In conclusione si sono descritte le modalità in cui la tradizione microasiatica preesistente e le influenze della tradizione decorativa occidentale fossero intervenute nel linguaggio architettonico di prima età imperiale e, laddove possibile, è stata affrontata anche la questione delle committenze e delle maestranze.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Ungaro, Rosangela.  "ARCHITETTURA E DECORAZIONE ARCHITETTONICA A HIERAPOLIS DI FRIGIA, IN CARIA E NELLA IONIA TRA ETA' AUGUSTEA E NERONIANA", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Milano, [http://hdl.handle.net/10280/1911].</description>
      <pubDate>Fri, 19 Apr 2013 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <title>Depositi votivi e luoghi di culto dell'Abruzzo italico e romano: quattro casi di studio</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10280/1910</link>
      <description>Titolo: Depositi votivi e luoghi di culto dell'Abruzzo italico e romano: quattro casi di studio&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: MUSCIANESE CLAUDIANI, DANIELA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: ROSSIGNANI, MARIA PIA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Lo studio ha come oggetto il materiale votivo dei santuari antichi dell’Abruzzo. Il primo capitolo ha analizzato l’origine e la diffusione dei votivi, le particolari definizioni che si applicano ai depositi votivi e le modalità dell’offerta.Nel secondo capitolo, dopo una breve storia degli studi, si sono affrontate le problematiche relative al contesto archeologico dell’Abruzzo, con particolare attenzione agli ethne degli Aequi, Marsi, Paeligni, Vestini, Marrucini, Praetuttii e con un breve quadro storico delle diverse fasi: età del ferro - IV secolo a.C, età repubblicana, prima età imperiale.Il terzo capitolo è dedicato alla metodologia applicata nella catalogazione dei luoghi di culto  (Regesto), utilizzando una scheda-tipo in un Database relazionale, e alla metodologia adottata nella classificazione del materiale votivo.La ricerca ha  privilegiato l’analisi di quattro depositi votivi tutt’ora parzialmente o completamente inediti. I capitoli  4, 5, 6 e 7 sono dedicati ai quattro casi: Monte Giove, Pescosansonesco, Castel di Ieri e Luco dei Marsi; a un’introduzione su ogni sito segue il catalogo del materiale.Infine nel capitolo 8 sono le conclusioni, con una sintesi relativa alla produzione e diffusione dei votivi  e al loro legame con le pratiche cultuali.In appendice è il regesto dei luoghi di culto con la pubblicazione delle schede relative.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Muscianese Claudiani, Daniela.  "Depositi votivi e luoghi di culto dell'Abruzzo italico e romano: quattro casi di studio", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXIV ciclo, a.a. 2011/12, Milano, [http://hdl.handle.net/10280/1910].</description>
      <pubDate>Fri, 19 Apr 2013 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <title>Lettere di ser Lapo Mazzei a Francesco Datini (1390 - 1399)</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10280/1862</link>
      <description>Titolo: Lettere di ser Lapo Mazzei a Francesco Datini (1390 - 1399)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: CAMESASCA, GLORIA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: BEARZOT, CINZIA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Ser Lapo Mazzei (1350-1412) fu uno dei notai più legati al mercante pratese Francesco Datini (1335ca-1410). La loro corrispondenza, già pubblicata da Cesare Guasti nel 1880, è una fonte importante, perché restituisce uno spaccato significativo della vita e delle relazioni personali di un mercante e di un notaio vissuti in Toscana alla fine del Trecento. Il presente lavoro è un'edizione più rispondente alle odierne metodologie ecdotiche delle lettere di Mazzei comprese nell'arco cronologico che va dal 1390 al 1399, accompagnate da un opportuno commento. Nei capitoli introduttivi vengono approfonditi i seguenti argomenti: le biografie di Mazzei e Datini e l'analisi grafica, linguistica, stilistica, della struttura e dei principali temi trattati nelle epistole. La ricerca è corredata inoltre dagli indici dei nomi di persona, di luogo, delle cose notevoli e delle fonti d'archivio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Camesasca, Gloria.  "Lettere di ser Lapo Mazzei a Francesco Datini (1390 - 1399)", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Milano, [http://hdl.handle.net/10280/1862].</description>
      <pubDate>Mon, 15 Apr 2013 00:00:00 GMT</pubDate>
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      <title>Rime e Tirsi di Baldassar Castiglione e Cesare Gonzaga: edizione critica e commento</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10280/1861</link>
      <description>Titolo: Rime e Tirsi di Baldassar Castiglione e Cesare Gonzaga: edizione critica e commento&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: VAGNI, GIACOMO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: BEARZOT, CINZIA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Il lavoro si propone di dare l’edizione critica e commentata della produzione poetica volgare di Baldassar Castiglione e Cesare Gonzaga. Esso ricostruisce dettagliatamente la fortuna e la tradizione dei testi, indagando il contesto storico e geografico in cui le liriche dei due mantovani furono diffuse. Sono affrontati problemi attributivi, con l’espunzione di un testo apocrifo assegnato dalla vulgata a Castiglione, e la pubblicazione di diversi inediti. Il corpus totale delle rime extravaganti si attesta così a 32 componimenti, comprese le sei poesie che compongono la piccola silloge dedicata ad Elisabetta Gonzaga dai due cugini. I testi con tradizione multipla sono dotati di due fasce di apparato, di tipo negativo, in cui si raccolgono le varianti di tradizione, rispettivamente sostanziali e grafico-morfologiche. Il commento discute i rari casi in cui è possibile attribuire le varianti redazionali all’autore. Seguono le ottave pastorali del "Tirsi". Il commento ai testi, attraverso il reperimento di modelli e luoghi paralleli, oltre ad illustrare la progressiva adesione alla rigorosa imitazione petrarchesca (da Rvf e Trionfi) proposta dal Bembo, mostra il rapporto dei due autori con la poesia cortigiana contemporanea.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Vagni, Giacomo.  "Rime e Tirsi di Baldassar Castiglione e Cesare Gonzaga: edizione critica e commento", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Milano, [http://hdl.handle.net/10280/1861].</description>
      <pubDate>Mon, 15 Apr 2013 00:00:00 GMT</pubDate>
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