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    <title>DSpace Collezione: FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA (SEDE DI PIACENZA)</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10280/1168</link>
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    <title>Motore di ricerca di Collezione</title>
    <description>Cerca nell'argomento</description>
    <name>Cerca</name>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/10280/1959">
    <title>EVALUATION OF WATER QUALITY IN FONTANILI SPRINGS LOCATED IN AGRICULTURAL AREAS IN NORTH ITALY BY MEASURING THE BEHAVIORAL RESPONSES OF INDIGENOUS AMPHIPODS</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10280/1959</link>
    <description>Titolo: EVALUATION OF WATER QUALITY IN FONTANILI SPRINGS LOCATED IN AGRICULTURAL AREAS IN NORTH ITALY BY MEASURING THE BEHAVIORAL RESPONSES OF INDIGENOUS AMPHIPODS&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: MOSZCZYNSKA, AGNIESZKA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: ASTORRI, ROMEO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Il lavoro qui presentato è incentrato sulla caratterizzazione dei Fontanili - risorgive semi-natural1 comuni della regione Lombardia (Nord Italia), GDES rilevanti per il progetto GENESIS  sulle acque sotterranee (progetto europeo finanziato nell'ambito del 7th Framework Programme). Gli obiettivi di questo lavoro di dottorato sono stati:- Caratterizzare gli ecosistemi Fontanili sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili;- Individuare le risposte ecotossicologiche di un indigeno specie bentoniche macroinvertebrati alla contaminazione agricola attraverso la sperimentazione in Fontanili per verificare se il metodo applicato può servire come bioindicatore della contaminazione negli ecosistemi Fontanili.Gli obiettivi indicati sono affrontati nelle sezioni seguenti. Sezione 3 caratterizza gli ecosistemi Fontanili sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili. La sezione 4 è una rivista di indicatori biologici per la valutazione della qualità delle acque con particolare attenzione alla macroinvertebrati. La sezione 5 presenta i risultati degli studi su Fontanili selezionati con l'uso di un test biologico in situ di alimentazione con un anfipode indigena Echinogammarus stammeri. I capitoli 6 e 7 sono esperimenti di laboratorio condotti per misurare le risposte delle anfipodi di inquinanti agricoli rilevati nei Fontanili studiati.A parte il lavoro condotto in Italia, l'autore insieme a Sarah Joseffson dal Dipartimento di Scienze acquatica e Valutazione, Università Svedese di Scienze Agrarie a Uppsala, in Svezia eseguito uno studio "Trasferimento di inquinanti organici persistenti da acquatico a ambienti terrestri con insetti acquatici come vettori" nel 2012. La descrizione e preliminari risultati di questo lavoro di studio possono essere trovati nell'appendice I.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Moszczynska, Agnieszka.  "EVALUATION OF WATER QUALITY IN FONTANILI SPRINGS LOCATED IN AGRICULTURAL AREAS IN NORTH ITALY BY MEASURING THE BEHAVIORAL RESPONSES OF INDIGENOUS AMPHIPODS", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Piacenza, [http://hdl.handle.net/10280/1959].</description>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/10280/1958">
    <title>Application of different techiniques for Arsenic determination in human food chain: from groundwater to dining table</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10280/1958</link>
    <description>Titolo: Application of different techiniques for Arsenic determination in human food chain: from groundwater to dining table&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: FONTANELLA, MARIA CHIARA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: ASTORRI, ROMEO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Lo scopo della tesi è di caratterizzare i rischi per la salute umana, che derivano dall’inquinamento delle acque (acque sotterranee) e dal cibo (riso) tramite l’applicazione e lo sviluppo di nuove tecniche analitiche. La tecnica “diffusive gradients in thin films (DGT)” con resina a base di ferrihydrite, è stata studiata per l'accumulo delle forme inorganiche (As(III) e As(V)) e organiche (DMA(V) e MMA(V)) di Arsenico in matrici acquose. I DGT sono stati applicati su campioni di acque sotterranee, raccolti in sei diverse città del Nord Italia, dove la concentrazione di As è molto alta. Antimonio (Sb) è associato all’As in diversi studi perché le proprietà fisiche e chimiche di questi due elementi sono simili, ed esso è stato recentemente riconosciuto come contaminante dell'acqua. In questa tesi per la prima volta sono state riportate le prestazioni dettagliate dei DGT con ferrihydrite, impiegati in soluzioni acquose di Sb(III) e Sb(V). L’analisi delle forme chimiche di Sb(III) e Sb(V) in campioni acquosi è stata realizzata con l’applicazione della diluizione isotopica. In generale il riso, a differenza di altri prodotti alimentari di origine terrestre, contiene quantità significative di Arsenico inorganico. L’analisi della speciazione di As è stata realizzata in 70 campioni di riso italiano, rappresentativo di diversi tipi di coltivazione. Le forme più abbondanti nel riso erano As(III) e DMA(V). Inoltre è stato interessante studiare la localizzazione dell’As nel chicco di riso, sottoposto a diversi processi di lavorazione (risone, riso integrale e lavorato con o senza parboiling), perché sia la distribuzione che la presenza delle diverse forme chimiche nel chicco sono fattori chiave che controllano la biodisponibilità del contaminante. La distribuzione dell’ As nei chicchi di riso di due varietà (Gladio e Ronaldo) sottoposti a diversi processi, è stato determinato con Laser Ablation ICP-MS. In realtà il contenuto di As era più alto nei chicchi di riso non-parboiled rispetto a quello parboiled. La relazione tra intensità dell’As e le varie parti del chicco di riso ha rivelato che i livelli di As diminuisco dalla parte esterna verso la posizione centrale, mentre i valori di As sembrano essere simili tra la parte media e interna dei non parboiled.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Fontanella, Maria Chiara.  "Application of different techiniques for Arsenic determination in human food chain: from groundwater to dining table", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Piacenza, [http://hdl.handle.net/10280/1958].</description>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/10280/1748">
    <title>Studies on Fusarium poæ, F. sporotrichoides and F. langsethiæ, Responsible for Production of T2/HT2 and Nivalenol in Wheat</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10280/1748</link>
    <description>Titolo: Studies on Fusarium poæ, F. sporotrichoides and F. langsethiæ, Responsible for Production of T2/HT2 and Nivalenol in Wheat&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: NAZARI, LEYLA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: ASTORRI, ROMEO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: La fusariosi della spiga è tra le malattie del grano più distruttive e diffuse al mondo. Alcune specie responsabili di questa malattia sono micotossigene. Ci sono state segnalazioni della presenza di nivalenolo (NIV) e tossine T-2 e HT-2 nel nord Italia, micotossine prodotte da Fusarium poae, F. sporotrichioides e F. langsethiae. I limiti massimi di T-2 e HT-2 ammessi nei cereali non trasformati e nei prodotti a base di cereali non sono ancora stati individuati (Regolamento CE 856/2005). Il programma di dottorato del candidato è inserito in questa linea di ricerca.Sono stati condotti studi in vitro sulla biologia ed ecologia dei funghi produttori di NIV, T-2 e HT-2, considerando quattro isolati di F. poae, due di F. sporotrichioides e due di F. langsethiae.Le prove hanno riguardato la crescita delle colonie, la produzione di spore, la loro germinazione e la produzione di micotossine.La gravità dell'infezione, l'invasione (quantità di DNA nelle spighe), la resa in granella e la produzione di tossine sono state misurate a diversi tempi, temperature (in planta) e stadi fenologici (in campo) dopo l'inoculazione artificiale. Al fine di verificare l'attendibilità dei dati, tutti gli esperimenti in planta e in campo sono stati ripetuti per due anni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Nazari, Leyla.  "Studies on Fusarium poæ, F. sporotrichoides and F. langsethiæ, Responsible for Production of T2/HT2 and Nivalenol in Wheat", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Piacenza, [http://hdl.handle.net/10280/1748].</description>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/10280/1747">
    <title>MODELLING THE IMPACT OF CLIMATE CHANGE ON THE INTERACTION BETWEEN HOST AND PEST/PATHOGEN PHENOLOGIES AT REGIONAL LEVEL: 'TRENTINO' - ITALY</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10280/1747</link>
    <description>Titolo: MODELLING THE IMPACT OF CLIMATE CHANGE ON THE INTERACTION BETWEEN HOST AND PEST/PATHOGEN PHENOLOGIES AT REGIONAL LEVEL: 'TRENTINO' - ITALY&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Autore/i: RINALDI, MONICA FERNANDA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Coordinatore: ASTORRI, ROMEO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abstract in italiano della tesi: Il controllo in agricoltura delle malattie causate da patogeni fungini può essere effettuato attraverso l’uso di  modelli di previsione che si basano comunemente sul monitoraggio in tempo reale di una serie di  variabili di input. Queste informazioni generalmente combinano dati metereologici locali con modelli matematici costruiti allo scopo di predire il rischio di malattie. Il processo decisionale si attiva  quando un avvertimento sul potenziale rischio viene riconosciuto da parte dei modelli.Diversi modelli epidemiologici sono stati sviluppati e validati nel mondo. Negli Stati Uniti d’America, ad esempio, l’università della California ha sviluppato un supporto decisionale on-line per gestire la coltura secondo i principi della lotta integrata (Integrated Pest Management - IPM). Ciascun agricoltore può consultare il proprio database informativo e prendere decisioni sui trattamenti da effettuare  basandosi su dati sito-specifici.Le difficoltà sorgono quando non sono disponibili dati meteorologici da stazioni poste nelle vicinanze del sito in studio o per le zone montane caratterizzate da una forte variabilità altimetrica. Inoltre i dati meteorologici disponibili possono presentarsi in formato non adeguato  rispetto alle esigenze del  modello previsionale.Con l’intento di avere una visione regionale e una maggiore accuratezza nella gestione del controllo delle malattie, l’obiettivo della tesi è stato l’utilizzo contemporaneo di modelli epidemiologici (Lobesia botrana e Erysiphe necator, agente causale dell’oidio della vite) con modelli fenologici (cultivar di vite Chardonnay) utilizzando parametri meteorologici come la temperatura per creare mappe a livello regionale, a frequenza giornaliera e con una risoluzione spaziale di 200 metri. L’utilizzo contemporaneo di entrambi i modelli aiuta ad essere più precisi nel consigliare interventi colturali nel periodo di sensibilità dell’ospite nei confronti del patogeno o della malattia in modo da poterne stimare il reale rischio di diffusione o insorgenza.Dopo aver calibrato e validato i modelli in Trentino-Alto Adige (Nord Italia) con dati metereologici locali, basandoci sul modello del cambiamento climatico HadAM3 dell’Hadley Centre (Pope et al., 2000),l’andamento climatico previsto è stato proiettato e statisticamente portato. in scala, utilizzando lo scenario A2 e B2. L’algoritmo statistico utilizzato per ridurre la scala giornaliera  di risoluzione  è   chiamato “transfer function” (Eccel et al., 2009).Per completare l’analisi, è stato inoltre utilizzato lo scenario ridimensionato di ENSEMBLES attraverso l’uso di set di dati provenienti da 49 stazioni meteorologiche della FEM e dal pacchetto “RMAWGEN” (Cordano et al., 2012) creato con il  software statistico R. (Gentleman et al., 1997).Per mappare i modelli è stata sviluppata una semplice piattaforma modulare WEB-GIS chiamata ENVIRO. I moduli sono “Open Source” e seguono gli standard internazionali dell’“Open Geospatial Consortium” (OGC) e sono stati implementati come segue: i) enviDB è il database per i dati spazio-temporali, ii) enviGRID permette agli utenti di navigare attraverso i dati e i modelli nello spazio e nel tempo, iii) enviMapper è l’interfaccia web per prendere le decisioni, consiste in uno stato dell’arte per mappare la vulnerabilità del cambiamento climatico a diverse scale di aggregazione nello spazio e nel tempo, iv) enviModel è l’interfaccia web per i ricercatori a cui viene fornita una piattaforma per processare e condividere modelli di rischio ambientali utilizzando il “web processing Technologies” (WPS) seguendo gli standard OGC.Con l’obiettivo di diventare ancora più accurati nelle previsioni dei volumi per i trattamenti contro insetti e malattie, in accordo con la direttiva 2009/128/EC, il seguente lavoro dimostra che il sensore LIDAR può essere utilizzato per caratterizzare la geometria della pianta della vite e stimare l’area fogliare (LAI) ad ogni stadio di crescita. Inoltre permette di calcolare il volume da applicare (Tree Row Volume -TRV) visualizzato nelle mappe 3D in GRASS. (Neteler et al., 2008, Neteler et al., 2012).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Citazione: Rinaldi, Monica Fernanda.  "MODELLING THE IMPACT OF CLIMATE CHANGE ON THE INTERACTION BETWEEN HOST AND PEST/PATHOGEN PHENOLOGIES AT REGIONAL LEVEL: 'TRENTINO' - ITALY", Università Cattolica del Sacro Cuore, XXV ciclo, a.a. 2011/12, Piacenza, [http://hdl.handle.net/10280/1747].</description>
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